La quinta edizione della rottamazione delle cartelle esattoriali — la cosiddetta rottamazione quinquies — non riguarda solo i carichi fiscali affidati all’Agenzia della Riscossione, ma si estende anche agli enti locali, come previsto dall’art. 2 del Ddl n. 1375 attualmente all’esame del Parlamento.
Di cosa si tratta
Il provvedimento consente ai contribuenti di sanare i debiti fiscali in modo agevolato, in particolare quelli affidati alla riscossione nel periodo compreso tra il 2020 e il 2023. Le condizioni sono particolarmente favorevoli: il pagamento può essere suddiviso in un massimo di 120 rate mensili, ovvero un orizzonte temporale di 10 anni.
La rottamazione per gli enti locali
Il disegno di legge apre la possibilità di applicare un analogo meccanismo anche alle entrate tributarie e patrimoniali di Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane, anche se non riscosse a mezzo ruolo ma tramite ingiunzione fiscale (ai sensi dell’art. 53 del D.Lgs. 446/1997).
Tuttavia, si tratta di una facoltà discrezionale per l’ente territoriale, che dovrà deliberare l’adesione alla rottamazione entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. La definizione agevolata avviene su istanza del debitore, ma comporta solo lo stralcio delle sanzioni.
Procedura e termini
Gli enti locali devono pubblicare l’atto di adesione alla misura sul proprio sito istituzionale e indicare:
Il numero massimo di rate in cui può essere suddiviso il pagamento (entro e non oltre il 31 dicembre 2026);
Le modalità per la presentazione dell’istanza da parte del contribuente;
I termini di presentazione dell’istanza e gli impegni relativi ad eventuali contenziosi pendenti;
Il termine entro cui comunicare al contribuente l’importo complessivo da versare, il piano rateale e le relative scadenze.
Una volta presentata l’istanza, sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero delle somme.
La tolleranza sugli inadempimenti
Una delle novità rilevanti di questa edizione è la maggiore tolleranza prevista: la decadenza dalla definizione agevolata avviene solo in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, a differenza delle versioni precedenti, più restrittive.
Tuttavia, questa previsione si scontra con il limite temporale previsto per gli enti locali, che dovranno concludere gli incassi entro il 31 dicembre 2026. Ne deriva una criticità: per rendere possibile la decadenza, gli enti dovranno prevedere almeno otto rate, comprimendo il piano di pagamento in un massimo di circa 20 mesi.
La nuova rottamazione quinquies si conferma uno strumento utile per favorire il rientro dei contribuenti nella legalità fiscale, ma nel caso degli enti locali, la compatibilità tra tempi e condizioni risulta più complessa. Sarà cruciale il ruolo dei singoli enti nel definire le modalità di accesso e nel garantire trasparenza e semplicità nella procedura.