In un’epoca di tracciabilità totale dei movimenti bancari, anche un semplice bonifico da un familiare può attirare l’attenzione del Fisco. Ma quando questi trasferimenti sono esenti da tassazione? E in quali casi, invece, possono generare problemi in sede di accertamento?
Vediamo quali sono le regole da conoscere per evitare fraintendimenti con l’Amministrazione finanziaria.
Bonifici e controlli fiscali: il principio generale
L’Agenzia delle Entrate può avviare un accertamento sintetico (cd. “redditometrico”) se rileva movimentazioni bancarie non coerenti con il reddito dichiarato. Questo vale anche per i bonifici ricevuti da familiari, che – in assenza di giustificazioni – potrebbero essere interpretati come entrate non dichiarate e quindi come redditi imponibili.
Tuttavia, non sempre i trasferimenti familiari costituiscono reddito: donazioni, aiuti familiari o rimborsi spese, in determinate condizioni, non sono soggetti a tassazione.
Quando i bonifici dai parenti NON costituiscono reddito
I bonifici ricevuti da genitori, fratelli, figli o altri familiari non sono considerati redditi imponibili se si tratta di:
Donazioni tra vivi, effettuate per spirito di liberalità e senza obblighi di restituzione;
Contributi volontari a titolo di aiuto familiare (es. sostegno al mantenimento del figlio universitario);
Rimborsi di spese anticipate da un familiare;
Trasferimenti tra conti cointestati a membri dello stesso nucleo familiare.
Affinché l’operazione non venga considerata imponibile, è fondamentale poterla dimostrare.
Come documentare la natura non reddituale del bonifico
In caso di accertamento, la prova dell’origine del denaro ricade sul contribuente. Ecco come tutelarsi:
Indicare nella causale del bonifico una motivazione chiara: “donazione da parte del padre”, “aiuto familiare per spese universitarie”, “rimborso spese”.
In caso di donazioni superiori a 5.000 euro, redigere un atto scritto o, se necessario, un atto notarile.
Conservare eventuali documenti giustificativi (es. fatture di spese anticipate, dichiarazioni firmate del donante, comunicazioni email).
Evitare movimentazioni sospette o frequenti e senza giustificativo, che potrebbero insospettire l’Agenzia delle Entrate.
Quando il bonifico può essere tassato
Al contrario, il Fisco può considerare il bonifico come reddito imponibile se:
L’origine del denaro non è giustificata;
Non esiste un rapporto familiare stretto o provato tra mittente e beneficiario;
Il trasferimento è sistematico e privo di causale;
Il contribuente non è in grado di dimostrare la natura gratuita o non commerciale del versamento.
In questi casi, la somma può essere aggiunta al reddito e tassata in sede di accertamento.
Ricevere un bonifico da un parente non implica automaticamente un obbligo fiscale, ma è importante tracciare correttamente l’operazione e conservarne la documentazione.
Nel dubbio, è sempre opportuno consultare un commercialista per valutare l’eventuale impatto fiscale e per proteggersi da contestazioni future.
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