Acconto Irpef 2025 su aliquote 2023: in arrivo norma di salvaguardia. Chi è interessato

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha annunciato l’introduzione di una norma di salvaguardia per la determinazione dell’acconto Irpef 2025, allo scopo di evitare che i contribuenti paghino un anticipo più elevato rispetto al dovuto a causa della riduzione delle aliquote prevista dalla riforma Irpef 2025.

Il problema: acconti calcolati su imposta “gonfiata”

Come noto, a partire dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova Irpef a tre aliquote, che sostituisce il vecchio schema a quattro scaglioni. Tuttavia, il sistema degli acconti Irpef si basa sull’imposta dovuta per l’anno precedente: nel 2025, quindi, l'acconto si calcolerebbe sull’imposta del 2024, determinata ancora secondo le vecchie aliquote.

Il rischio? Pagare acconti più alti rispetto all’effettivo carico fiscale dell’anno in corso, determinando così un’eccedenza non dovuta.

La soluzione: una norma di salvaguardia

Per evitare questo effetto distorsivo, il MEF ha annunciato che sarà introdotta una disposizione ad hoc che consenta, in deroga al metodo storico, di calcolare l'acconto 2025 in base alle nuove aliquote (e quindi alla minore imposta effettiva dovuta per l’anno in corso).

Si tratta di una misura analoga a quanto già previsto in passato in occasione di revisioni strutturali delle aliquote Irpef, finalizzata a tutelare il contribuente e a garantire coerenza tra imposta dovuta e imposta anticipata.

Chi potrà beneficiare della salvaguardia?

In attesa della norma definitiva, è presumibile che la disposizione riguardi:

  • Persone fisiche titolari di redditi soggetti a Irpef ordinaria (lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi e professionisti);

  • Contribuenti che calcolano l’acconto con il metodo storico, cioè sulla base dell’imposta dovuta nell’anno precedente (2024);

  • Soggetti che, nel 2025, beneficeranno di una riduzione effettiva dell’imposta dovuta per effetto del passaggio al nuovo sistema a tre aliquote.

È possibile che venga riconosciuta una doppia facoltà:

  • continuare a utilizzare il metodo storico,

  • oppure optare per il metodo previsionale, già oggi ammesso, calcolando l’acconto sulla base dell’imposta stimata per il 2025 (con il rischio, però, di sanzioni in caso di errore).

Cosa fare in attesa della norma

Sarà fondamentale verificare la propria posizione fiscale e valutare se la riforma determinerà una riduzione dell’imposta dovuta per il 2025. In tal caso, potrebbe essere conveniente calcolare l’acconto in via previsionale, in attesa delle istruzioni definitive che saranno fornite dall’Agenzia delle Entrate.

Rimane fondamentale il supporto del professionista, per evitare errori di calcolo e sanzioni.

Hai dubbi su come calcolare l’acconto Irpef per il 2025 o su come ti riguarderà la nuova norma di salvaguardia?
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